Seregno, due vincitori per il Pozzoli: Rizikov e Numasawa stregano il piano
Seregno, il podio del concorso Pozzoli: Christine Wu (Usa), terza, Yoshito Numasawa (Giappone) e Anastasia Rizikov (Canada), primi ex aequo, premiati dal sindaco Mazza (Foto by Paolo Volonterio)

Seregno, due vincitori per il Pozzoli: Rizikov e Numasawa stregano il piano

Continua il dominio degli stranieri al concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli di Seregno. Vincitori ex aequo la giovanissima canadese Anastasia Rizikov e il giapponese Yoshito Numasawa. Terza l’americana Christine Wu.

Continua il dominio degli stranieri al concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli di Seregno. Martedì sera, pochi minuti prima di mezzanotte, la giuria della 29esima edizione, ha assegnato il primo premio ex aequo, alla 16nne Anastasia Rizikov, canadese di origini russe, e al giapponese, 28enne, Yoshito Numasawa. Al terzo posto l’americana Christine Wu, 22 anni.

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Nella quarta ed ultima prova con l’orchestra filarmonica Ettore Pozzoli diretta dal maestro rumeno Ovidiu Balan, il giapponese Numasawa e la statunitense Wu, hanno proposto il concerto n.1 in si bemolle min op.23 di Tchaikovsky, mentre la giovanissima Risikov, il concerto n. 2 in fa min op. 21 di Chopin. Ai due vincitori sono toccati in premio 11mila euro ciascuno più tre concerti di cui uno all’istituto di cultura italiana a Budapest.

Anastasia Risikov, torna in patria anche con le vittorie nel premio speciale Giulio Confalonieri per la più giovane semifinalista, del premio speciale monsignor Biella per la migliore interprete degli studi di Pozzoli e per il premio speciale alla finalista scelta dal pubblico.
Durante l’attesa del verdetto gli studenti della scuola musicale don Milani di Seregno hanno offerto un breve saggio. I vincitori nel “bis” chiesto dal pubblico, al pianoforte hanno eseguito, il giapponese “ La barcarola” di Anatoly Liadov, mentre la canadese lo Studio op.8 n. 12 di Aleksandr Skrjabin.

È la terza volta in ventinove edizioni che il primo premio viene assegnato ex aequo. Non accadeva dagli anni Sessanta.

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