Oscar Wilde ai Mulini asciutti del parco di Monza con la compagnia Drammatica concorezzese
Oscar Wilde

Oscar Wilde ai Mulini asciutti del parco di Monza con la compagnia Drammatica concorezzese

Doppio spettacolo per la compagnia Drammatica concorezzese domenica 25 giugno e domenica 2 luglio: in scena “Il fantasma di Canterville”. Prima al parco di Monza ai Mulini asciutti, poi alla centrale Taccani di Trezzo, sempre gratis.

Doppio appuntamento in luoghi insoliti per la compagnia Drammatica concorezzese che, per due domeniche consecutive, porta “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde in un minitour brianzolo.

Primo appuntamento domenica 25 giugno, alle 18.30 a Cascina Mulini asciutti nel parco di Monza (ingresso libero). “Il fantasma” è un racconto giovanile, una sorta di “prova tecnica” per le future commedie teatrali di Wilde, Salomè, Il ventaglio di Lady Windermere e L’importanza di chiamarsi Ernesto. Ambientato in Inghilterra a fine Ottocento, segue le vicende della ricca famiglia americana Otis che acquista un castello inglese, infestato dal fantasma di Sir Simon, costretto a passare l’eternità tra le mura del castello, finché una profezia non si compia. L’acume di Wilde sta nel non declinare il racconto sul versante gotico-horror, ma su quello ironico- umoristico: gli americani sono troppo pragmatici per credere a simili superstizioni e i tentativi del fantasma di spaventarli falliscono miseramente.

Il libero adattamento di Peppino Farina, leader storico della compagnia Drammatica Concorezzese accentua gli elementi conflittuali tra vecchio e nuovo mondo. La governante Umney (Ines Farina) ha un ruolo molto più esteso che nel racconto, è la portavoce di un mondo destinato a essere travolto e cancellato dal nuovo homo oeconomicus americano. In questa direzione si accentuano gli elementi pragmatici, cinici e utilitaristici dei membri della famiglia Otis, quasi a farne degli antesignani della “globalizzazione”. Alcuni personaggi sono stati sacrificati(i gemelli), mentre il fantasma percorre continuamente lo spazio scenico come una “matita liquida” inquieta e ansiosa. Peppino Farina è riuscito a cogliere e sviluppare le intuizioni “profetiche” di Wilde contenute nel testo: la fine di una civiltà con i suoi grovigli irrisolti e l’inizio , in apparenza, delle “magnifiche sorti e progressive” della modernità.

Lo spettacolo sarà replicato una settimana dopo, domenica 2 luglio alle 21, nel salone Liberty della centrale elettrica Taccani di Trezzo sull’Adda (ingresso libero).

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