Addio a Gene Wilder: il ricordo di Sagoma, il suo editore italiano

L’incontro nel 2009, l’autobiografia che inauguro l’attività della sua casa editrice, la grolla con la grappa alla prima cena: il vimercatese Carlo Amatetti, fondatore di Sagoma Editore, racconta gli anni di amicizia con l’attore Gene Wilder, scomparso lunedì a 83 anni,
Carlo Amatetti di Sagoma Editore con l’attore Gene Wilder
Carlo Amatetti di Sagoma Editore con l’attore Gene Wilder Redazione online

In quel dicembre del 2009 ha attraversato l’oceano, è arrivato a Stamford e nell’arco di poche ore ha messo piede nella casa di Gene Wilder, «antica quanto l’America, dai pavimenti in legno e dai soffitti bassi» ricevuta in eredità dalla prima moglie, Gilda Radner, morta giovanissima.
Il vimercatese Carlo Amatetti ha conosciuto così il grande comico americano scomparso lunedì sera a 83 anni, consumato da un linfoma con cui ha convissuto per lunghissimo tempo.

Un mese dopo in quel 2009 sarebbe nata di fatto la sua casa editrice Sagoma, che si occupa di comicità, e sarebbe stata l’autobiografia di Wilder a inaugurarla.

«Lui è stato il motivo per cui è nata la casa editrice – ricorda Amatetti – La comicità americana era la mia passione, ma ero costretto a spendere una fortuna per procurarmi i libri perché in Italia non circolavano. Qui passavano solo i libretti dei comici di Zelig, un’editoria che è scomparsa in fretta. E allora ho pensato che avrei potuto fare così: prendere i diritti per tradurli e portare in Italia quei testi che non trovavo».

A partire da lui, Gene Wilder, che per preparare il lancio italiano della biografia ha accolto Amatetti e il comico Omar Fantini.

«Anzi, è venuto in albergo la prima sera a prenderci per portarci a pranzo in un piccolo ristorante italiano».
Per poi comportarsi per quello che sembra: «Un lord, molto posato, infinitamente generoso». Sagoma negli anni ha pubblicato quattro libri di Wilder, inclusa tutta la sua narrativa, «e da allora abbiamo continuato a sentirci per mail».

«Quella prima sera è stata speciale: era quasi Natale e mi sembrava giusto portare un regalo, nonostante lui sia ebreo. Ho portato una borsa alla moglie. E a lui? Non sapevo. Poi l’intuizione: un grolla dell’amicizia. E quella prima serata si è conclusa così, grazie ai ristoratori italiani che sapevano cosa fare: con un giro di grolla insieme, con il caffè e la grappa che avevamo nascosto nelle nostre valigie».

Di Gene Wilder Sagoma editore tornerà a parlare presto: il 3 novembre arriverà nelle librerie “Frankenstein Junior: memorie dal set e altre quisquilie” firmato da Mel Brooks: il regista che su richiesta di Amatetti a Wilder, scrisse la prefazione italiana della sua autobiografia. «Io gli chiesi: possiamo chiederla a Mel? E lui: perché no, proviamo. Tre giorni dopo è arrivata».