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Roma, 10 feb. (TMNews) - Stasera o al massimo domani: le dimissioni del presidente Hosni Mubarak sembrano oramai prossime, nonostante la ridda di voci e di smentite sulle reti satellitari arabe. E in serata è atteso un suo discorso in tv. Mentre le migliaia di persone assiepate in piazza Tahir al Cairo stanno già festeggiando. Se il premier Ahmed Shafiq assicura che tutto il potere rimane nelle mani del rais, sta di fatto che lo stato maggiore dell'esercito ha deciso di riunirsi in forma permanente, e ha diffuso due comunicati nei quali si prende carico di "esaminare le misure necessarie per preservare la sicurezza del Paese" e "sostenere le legittime richieste della popolazione". Il che significa che il rais ha le ore contate, al di là della tempistica precisa: già stasera, secondo il direttore generale della Cia, Leon Panetta, forse domani e l'annuncio dell'imminente discorso in tv rende l'ipotesi l'ipotesi probabile. Più incerto è lo scenario successivo: secondo fonti governative statunitensi Mubarak avrebbe intenzione di trasmettere i poteri al suo vicepresidente Omar Suleiman, altre fonti parlano invece di un'autorità collettiva che verrebbe assunta dallo stato maggiore. A decidere del destino del rais - o piuttosto della sua tempistica, dato che in ogni caso le prossime elezioni presidenziali dovrebbero voltare pagina - saranno comunque le forze armate, rimaste fino ad ora ai margini della crisi. Secondo il sito del quotidiano Al Ahram, un importante comandante sul campo afferma che l'esercito ha di fatto preso il comando per farsi garante della situazione ed è probabile che sia diramato uncomunicato in cui il Consiglio supremo informerà di aver assunto l'autorità della nazione, per un periodo provvisorio. Finora Mubarak, ritenendo di conservare ancora l'appoggio delle forze armate, ha continuato a sfidare la rivolta: se i generali si fossero però decidersi per un cambiamento immediato, al rais anche l'appoggio (fin qui peraltro incerto) della Casa Bianca risulterebbe inutile. E la reazione di Washington appare cauta: la situazione in Egitto "è fluida" e la Casa Bianca continua a seguire le evoluzioni da vicino, "senza dare un giudizio prima del tempo" ha detto Robert Gibbs, portavoce del presidente americano Barack Obama. "E' difficile fare commenti. Penso che stiamo guardando le stesse notizie. Non voglio giudicare in anticipo quello che potrebbe succedere nel corso della giornata", ha detto, aggiungendo che Obama "è nella sala conferenze e sta seguendo le notizie alla televisione con molte persone del suo staff". Gibbs ha precisato che "non c'è ancora modo di sapere chi siano le fonti di Cnn" e ha nicchiato quando uno dei giornalisti ha fatto presente che il direttore della Cia Leon Panetta ha parlato di "forte possibilità" di dimissioni: "non aggiungerò altro a quanto ho detto".
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