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Scuola/ Dal 2011 fondi non usati andranno a corsi forze armate

Scuola/ Dal 2011 fondi non usati andranno a corsi forze armate Lo prevede manovra pubblicata: risparmi non rimarranno istituti

Roma, 31 lug. (Apcom) - A partire dal prossimo anno scolastico i residui non utilizzati del fondo finanziario delle scuole non rimarranno più a disposizione degli istituti per essere riutilizzati l'anno successivo, ma serviranno a finanziare i corsi di tre settimane, voluti dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per avvicinare gli under 30 alle forze armate: il provvedimento è contenuto nella manovra finanziaria, la legge 122, il cui testo è stato pubblicato nel supplemento ordinario della gazzetta ufficiale del 30 luglio. Nella legge di riordino dei conti pubblici si stabilisce che le somme risparmiate potranno essere riutilizzate per gli stessi scopi nell'anno successivo ma "al netto di quanto previsto all'articolo 55, comma 7-bis, lettera c)": ciò significa che almeno una parte delle risorse finalizzate alla "diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni" - in particolare 5.772.720 euro per il 2011 ed una cifra analoga per il 2012 - verranno prelevate dai fondi non utilizzati per vari motivi dalle oltre 10mila scuole italiane. L'operazione sarà agevolata dal fatto che, proprio a partire dal prossimo anno scolastico, il cosiddetto Fis, il fondo d'istituto destinato a compensare le attività non propriamente didattiche (supplenze, progetti, visite culturali e via dicendo), verrà liquidato direttamente dal ministero del Tesoro e non più dalle singole scuole attraverso l'innovativo meccanismo del `cedolino unico'. "In pratica il meccanismo previsto - spiega Reginaldo Palermo del periodico `La Tecnica della Scuola' - è questo: il ministero comunica alle scuole l'entità delle risorse disponibili, ciascuna scuola definisce il piano di spesa attraverso il contratto di istituto, come avviene già ora, e alla fine dell'anno comunica al ministero del Tesoro la misura del compenso spettante a ciascun dipendente". Una procedura che supera, quindi, quella attuale, in base alla quale "i risparmi dovuti a somme non spese per varie ragioni (attività non svolte, rinuncia all'incarico da parte di un docente, modifica al piano delle attività, ecc..) vengono trattenuti dalla scuola e utilizzati l'anno successivo sempre per il contratto di istituto". Proprio grazie "a questo nuovo meccanismo - conclude Palermo - il Mef riuscirà a utilizzare una parte dei risparmi del fondo di istituto per la promozione di corsi organizzati dalle forze armate".

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