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Dal 30 maggio al 3 giugno sono attese a Milano, per l'Incontro mondiale, famiglie da tutto il mondo: appello della Diocesi per accoglierle

L'incontro mondiale si terrà a giugno (Foto by Alessandro Radaelli)

Il logo di Family 2012 (Foto by Alessandro Radaelli)

Monza - Essere famiglia ben oltre la propria famiglia, per accogliere, nelle stanze vissute ogni giorno, la famiglia universale, rappresentata dall'Altro. É questo il senso che dovrebbe spingere le famiglie brianzole ad aprire le porte di casa, per ospitare, per pochi giorni, le persone in arrivo da tutto il mondo per l'Incontro mondiale che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012. Incontro, all'aeroporto di Bresso, che si concluderà alla presenza di Papa Benedetto XVI. L'appello lanciato dalla Diocesi è forte e chiaro: basta avere uno spazio fisico sufficiente, e uno spazio del cuore decisamente più grande, per mettersi a disposizione delle parrocchie, coinvolte nell'organizzazione dell'evento, e ospitare una famiglia per qualche giorno.

Quali le motivazioni di questo gesto? «Aprirsi all'universalità della chiesa e alla mondialità, mettere in pratica l'ospitalità cristiana e collaborare con la diocesi». E le possibilità sono davvero diverse, a tal punto che ciascuno può scegliere l'opzione fatta a misura per la propria famiglia, accogliendo gli ospiti, italiani o stranieri che siano, dal pomeriggio del 28 maggio al mattino del 3 giugno, o dal pomeriggio del 1 giugno al pomeriggio del 3 giugno, oppure per un periodo più ampio, da concordare. L'accoglienza delle famiglie è coordinata da un apposito Comitato organizzatore.

E i numeri parlano chiaro: a Milano sono attese, sulla base delle passate edizioni, 500 mila persone alla Messa conclusiva con Benedetto XVI e oltre 200 mila partecipanti alla veglia di sabato sera. Una folla impressionante, da ogni parte del mondo, che richiede la disponibilità di almeno 100 mila famiglie, residenti a Milano o in città vicine, al massimo a circa un'ora di tempo (ed è qui che l'intera Brianza è chiamata a giocare un ruolo fondamentale) che mettano a disposizione un po' di spazio per i pellegrini provenienti dall'Italia e dall'estero. Oltre alle famiglie pronte all'accoglienza, la gestione dell'evento impiegherà circa 5mila volontari. Ed è questo un tema altrettanto importante. Una preparazione specifica partirà già nel mese di febbraio.

Lasciarsi coinvolgere, aprendo le porte di casa, è in fondo come fare un giro del mondo: un modo per regalare ai propri figli, e anche a se stessi, nuove prospettive. Non hanno avuto alcun dubbio Antonio Della Greca e la sua famiglia, nel dare la propria adesione. Antonio pensionato, la moglie Giuseppina caposala all'ospedale Niguarda e i figli Giulia, 21 anni, e Tommaso, 18, entrambi studenti, aprono le porte della loro casa a San Biagio, quartiere di Monza, per accogliere stranieri e pellegrini.




Informazioni: www.family2012.com




Arianna Monticelli











 












 










 

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