Tappa numero 8: San Carlo, dell’industria e dell’ospedale vecchio
Monza Quartiere san Carlo Teatro (Foto by Fabrizio Radaelli)

Tappa numero 8: San Carlo, dell’industria e dell’ospedale vecchio

La tappa numero 8 del viaggio Nel cuore di Monza ferma nel quartiere che vestiva il “toni” e il camice bianco: San Carlo delle grandi fabbriche e dell’ospedale vecchio, quello dove sono nate generazioni di monzesi.Che però oggi fa i conti col degrado. Le interviste, il grande percorso dell’Aido. E un progetto: far rivivere il teatro. Tutto in edicola giovedì 19 gennaio 2017.

La tappa numero 8 del viaggio Nel cuore di Monza ferma nel quartiere che vestiva il “toni” e il camice bianco: San Carlo delle grandi fabbriche e dell’ospedale vecchio, quello dove sono nate generazioni di monzesi. Le interviste, il grande percorso dell’Aido. E un progetto: far rivivere il teatro. Tutto in edicola giovedì 19 gennaio 2017.

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San Carlo a Monza è il quartiere che ha fatto la storia dell’industria e della sanità cittadina. Ma che oggi vive soprattutto di ricordi, di uno splendore che fu, dovendo fare i conti soprattutto con una difficile convivenza con gli stranieri. Addio quindi alle immagini del quartiere pieno di fabbriche, con il continuo via vai di operai, di medici e di infermieri dell’ospedale Vecchio.

La fotografia odierna è diversa. Un rione diviso dal centro da quel largo Mazzini che per tanti anni ha mandato in tilt il traffico, e che si snoda verso San Giuseppe diviso dal canale Villoresi, proseguendo poi verso Triante fino a via don Minzoni.

Un quartiere che, numeri del Comune alla mano, è al terzo posto per residenti, anche se il dato va ridimensionato essendo il rione unito a quello di San Giuseppe. Secondo gli aggiornamenti dell’Ufficio anagrafe al 31 dicembre 2015 i residenti erano 15.673 di cui 1.752 stranieri. I servizi non mancano: ci sono scuole dall’asilo alle superiori, l’ospedale Vecchio con attivi ancora alcuni ambulatori, nel raggio di un centinaio di metri la caserma dei carabinieri e il comando della polizia locale e a un chilometro circa anche il commissariato della Polizia di Stato.

Tante le associazioni, la storica sede della Croce Rossa e una fitta vita parrocchiale con la chiesa di San Carlo e la chiesetta di San Paolo, oltre a quella degli Artigianelli.

Insomma un quartiere gioiello se non fosse per il degrado che, soprattutto negli ultimi anni, il rione sta accusando. I residenti, a taccuino chiuso, si lamentano di un rione dove la convivenza con gli stranieri è difficile. Dal problema della stazione che è diventata il regno di spacciatori, sbandati e senza tetto, alle gang giovanili che stazione costantemente sul muretto di corso Milano, fino ai più recenti problemi di piazza Indipendenza diventato la sera luogo di schiamazzi e spesso di risse, in barba al fatto che – a pochi metri – ci sia la caserma dei carabinieri.

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