Tappa numero 2: il quartiere Cederna, nato intorno alla ciminiera (e pronto a rinascere)
Monza, il quartiere Cederna intorno al Cotonificio (Foto by Fabrizio Radaelli)

Tappa numero 2: il quartiere Cederna, nato intorno alla ciminiera (e pronto a rinascere)

Guarda la mappa delle uscite: dove e quando. La tappa numero 2 del viaggio Nel cuore di Monza è il quartiere Cederna. Dov’è, come è fatto, come è cambiato dopo l’addio dell’ex cotonificio, quali sono le problematiche. Tutto in edicola giovedì 27 ottobre 2016, con un’idea del Cittadino perché il campo della bocciofila di via Canesi non basta più.

La tappa numero 2 del viaggio Nel cuore di Monza: il quartiere Cederna. Dov’è, come è fatto, come è cambiato dopo l’addio dell’ex cotonificio, quali sono le problematiche. Tutto in edicola giovedì 27 ottobre 2016, con un’idea del Cittadino perché il campo della bocciofila di via Canesi non basta più.
Nel cuore di Monza il 27 ottobre è anche nell’edicola online in versione digitale per pc, smartphone, tablet (vai).

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Un quartiere nato e cresciuto attorno alla ciminiera. E che dopo la chiusura della grande fabbrica che aveva generato lo splendore e la ricchezza del rione ha attraversato un periodo buio.

Oggi il suo futuro ruota soprattutto attorno a un progetto: la riqualificazione dell’area dell’ex cotonificio, che forse regalerà alla zona una seconda giovinezza.

È questa la storia di Cederna un rione che nasce attorno a una fabbrica che trasforma quell’area pressoché rurale in un pullulare di attività.

«Prima di diventare un quartiere integrato nella città Cederna era soprattutto costituito da cascine e da alcune ville padronali – si legge nel libro “Cedernopoli, nascita di un villaggio operaio” di Alfredo Villa – Il collegamento viario si limitava a semplici sentieri, le direttrici viarie importanti erano quasi inesistenti e le uniche degne di menzione erano la strada consortile della Gallarana (oggi via Gallarana, via Cederna) che conduceva alla Cascina Bastoni a Sant’Albino, la strada comunale detta di Agrate (oggi via Amati e viale Sicilia) che attraversando il territorio di Concorezzo conduceva ad Agrate». Poi agli inizi del ‘900 con l’arrivo del cotonificio ci fu l’esplosione del quartiere.

Grazie alla lungimiranza degli imprenditori che attorno a quell’azienda che nel quartiere contava oltre 600 addetti realizzarono un villaggio operaio con tutti i servizi per i lavoratori, le loro famiglie, i loro figli garantendo alloggio, istruzione, vacanze e salute.

Il quartiere, annesso a Cantalupo, conta oggi 13.797 residenti con la percentuale del 15,1 di stranieri. Un quartiere che potremmo definire una sorta di Araba Fenice che sulle ceneri dell’ex cotonificio sta rinascendo: da poco è stato inaugurato il nuovo centro civico in quello che fu l’asilo. In programma anche la rinascita del teatro. E nel frattempo prosegue il cantiere edilizio e un anno fa l’apertura del supermercato. Passeggiando per le vie del rione si scovano quei piccoli esercizi di vicinato che continuano a vivere, o quel Circolo Coop. Martiri che, cambiati i gestori, resta comunque un’istituzione.

Si può partecipare con proposte, idee, segnalazioni, foto, commenti anche scrivendo all’indirizzo e-mail nelcuoredimonza@ilcittadinomb.it.

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