Tappa numero 12: San Rocco, la periferia dei flussi migratori
Monza quartiere san Rocco via San Rocco (Foto by Fabrizio Radaelli)

Tappa numero 12: San Rocco, la periferia dei flussi migratori

La tappa numero 12 di Nel cuore di Monza: San Rocco, periferico, popoloso ma anche vivace e dal cuore grande. Si potrebbe definire così il quartiere della periferia sud di Monza, che fin dagli anni Cinquanta ha accolto notevoli flussi migratori. Con un progetto per salvare un’area fantasma.

Periferico, popoloso ma anche vivace e dal cuore grande. Si potrebbe definire così San Rocco, quartiere della periferia sud di Monza, che fin dagli anni Cinquanta ha accolto notevoli flussi migratori.

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Ad arrivare per primi sono stati giovani (e non solo) meridionali attratti dalle offerte di lavoro delle fabbriche monzesi e di quelle della vicina Sesto san Giovanni. Successivamente, a partire da metà degli anni Ottanta, si sono insediate nel quartiere numerose comunità straniere, nordafricane, sudamericane, cingalesi. Oggi San Rocco conta 13.323 residenti (6609 uomini e 6714 donne) dei quali 2360 sono stranieri. Ovvero una percentuale del 17,7% che risulta essere la più alta di tutti i rioni monzesi.

La convivenza, a volte, non è facile ma il quartiere ha sempre trovato le energie giuste per fare sì che tutti, almeno sulla carta, possano trovare il loro spazio e la loro dignità.

La parrocchia, le associazioni sportive e culturali, che qui, non sono mai mancate, ma anche il comune hanno sempre lanciato iniziative mirate per insegnare la lingua italiana, per aiutare i più bisognosi, per vivacizzare culturalmente il quartiere, per contrastare la dispersione scolastica. E non è un caso che le feste rionali così come l’oratorio estivo siano sempre affollatissimi. Così come non è un caso che le sedute della consulta sanrocchina siano tra le più partecipate dell’intera città.

I problemi, inutile nasconderli, esistono. Alcuni sono tipici di tutte le periferie come la droga, la disoccupazione, il degrado. Altri hanno una connotazione del tutto locale, vedi la puzza emanata dal depuratore, il traffico intenso ad ogni ora del giorno, la via Monte Santo che di fatto taglia in due il quartiere, la mancanza dei pannelli fonoassorbenti a protezione delle case che danno sulla ferrovia, gli stranieri di via Asiago che hanno riempito le cronache nazionali. Ma la volontà di scrollarsi di dosso tante etichette negative qui non si è mai fatta desiderare.

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