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Lambro, interrogatori in corso
Aperta la caccia ai sabotatori

  • 12 marzo 2010
  • Cronaca
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Villasanta, l'area della Lombarda Petroli sottoposta a sequestro dopo lo sversamento di petrolio nel Lambro (Foto by FABRIZIO RADAELLI)

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Monza - E' sempre caccia agli uno o più sabotatori delle cisterne della Lombarda Petroli, l'ex raffineria di Villasanta da cui sono fuoriuscite le tonnellate di idrocarburi che due settimane fa hanno avvelenato il Lambro. Sono ripresi questa settimana gli interrogatori da parte di magistrati e carabinieri, in cerca degli autori materiali del disastro. Dopo aver passato in rassegna tutti i dipendenti (anche quelli in mobilità) della Lombarda, gli inquirenti hanno ascoltato quelle persone che in qualche modo gravitavano attorno ai depositi di carburante: fornitori esterni, addetti alla manutenzione, camionisti, questi ultimi indicati come operatori capaci di compiere le manovre per svuotare le cisterne.

Giovedì prossimo -
Interrogatorio in vista, probabilmente giovedì prossimo, per Giosuè Addamiano, il titolare dell'omonimo gruppo immobiliare, artefice di ‘Ecocity', l'enorme progetto edilizio previsto anche sui terreni della Lombarda. Al vaglio degli inquirenti, che per ora si concentrano sull'individuazione degli esecutori materiali dell'inquinamento, più che sugli eventuali mandanti del gesto, ci sono comunque anche i rapporti d'affari tra Addamiano e Tagliabue, l'amministratore della Lombarda Petroli, che ultimamente sembra fossero un po' tesi per questioni relative alla cessione dell'area. Dopo Addamiano toccherà a Tagliabue, che per ora resta l'unico indagato, anche se per sola violazione della Direttiva Seveso, essere sentito dagl inquirenti in qualità di indagato di reato connesso. Circostanza, quest'ultima, in base alla quale potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, anche se, secondo quanto avrebbe riferito il suo avvocato Giuseppe Bana agli inquirenti, il petroliere non ha alcuna intenzione di nascondere nulla.

Inaffidabile -
Saltata definitivamente invece l'audizione di Lorenzo Croce, presidente dell'associazione ambientalista Aidaa. L'uomo non si presentato per rispondere in merito ad un esposto presentato alla procura di Milano, in cui sostiene di sapere chi sono i responsabili. Due persone che avrebbero agito per questioni legate alla destinazione dell'area. Segnalazione che però gli inquirenti hanno bollato come inaffidabile, anche per l'ambiguo atteggiamento di Croce, che ha rimandato in più occasioni l'appuntamento con i militari. Il comando dei carabinieri ha già archiviato una serie di segnalazioni inattendibili sul caso, opera per lo più di mitomani. La sensazione da palazzo, tuttavia, è che i tempi delle indagini si allunghino.

Nessuna novità -
Trovare i responsabili di un simile disastro, non è compito facile. L'impianti di videosorveglianza della Lombarda Petroli si è rivelato praticamente nullo e il custode ha dichiarato di non aver visto nulla. L'audizione degli operai, i primi sospettati, perché considerati capaci di effettuare al buio le manovre per liberare le sei cisterne dell'ex raffineria dagli idrocarburi, non hanno sino a questo momento portato le indagini su una direzione ben precisa. Salvo clamorosi colpi di scena, insomma, si preannunciano tempi più lunghi del previsto. I tempi giudiziari, d'altronde, non coincidono con quelli dell'opinione pubbblica, che chiede di trovare colpevoli e mandanti.
f. ber.

© riproduzione riservata

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