Kamikaze a Manchester, un pensiero di speranza per i ragazzi
La ricerca della pace nel mondo, un invito disegnato dall’illustratore Stefano Misesti

Kamikaze a Manchester, un pensiero di speranza per i ragazzi

La scrittrice Laura Bonalumi riflette con i giovani sulla tragedia: «Voi avete cuori forti come le cime delle montagne»

«23 maggio 2017. Quando una stella muore. Siete uscite come tutte le mattine per andare a scuola: colazione veloce, bacio e ciao! Ma oggi vi ho seguite a lungo con lo sguardo e, mentre vi accompagnavo, ho ricordato un ritornello: “Quando una stella muore”, sì, quella canzone di Giorgia che cantavamo insieme ridendo delle nostre voci; ma oggi no, oggi la musica e il cielo piangono, insieme. E non dovrei fare distinzioni tra una vittima adolescente o adulta ma quando un giovane muore il dolore pare devastante. La morte non è mai giustificabile ed è impossibile trovare conforto nella sua causa, che sia malattia, incidente o follia. Eppure c’è. E ogni tanto arriva con tutta la sua crudeltà: i vostri cellulari ve l’avranno già mostrata con le immagini di tutte le stelle che questa notte si sono spente. Be’, io vi aspetterò a casa e insieme chiuderemo ogni connessione e ascolteremo i nostri timori. Proverò a raccontarvi quello che è successo, quello che era già successo e quello che ancora potrebbe accadere. So che sapete già tutto: i social non hanno tempo da perdere. Invece, noi, troveremo tempo da perdere per ascoltare le domande che nasceranno e cercare un abbozzo di risposte: la morte solitamente non ne ammette, ma ci proveremo, insieme. Avete cuori forti come le cime delle montagne, tenaci come la natura che ogni volta rinasce, ma state imparando ad amare, i vostri sogni sono grandi e questo vi rende vulnerabili. Dovete sapere che, a volte, i sogni si infrangono magari proprio sul più bello: mentre state ballando la canzone del momento o abbracciando chi vi ha riempito di farfalle lo stomaco. Allora tutto potrebbe farsi cupo, la musica potrebbe fermarsi, le stelle spengersi: il mondo sembrerebbe finire. Sembrerebbe. Noi adulti lo sappiamo: la vita non prevede titoli di coda, nel bene o nel male, e non permette di poter tornare e cambiare un dolore che ancora oggi ci abita. Vi racconterò anche di questo: di come tutto sia meravigliosamente inspiegabile. Capirete, lo so: voi ragazzi comprendete cose che noi adulti nemmeno vediamo; illuminate le nostre vite, proprio come le stelle che non temono il nero della notte. Con forza. Con coraggio». n Laura Bonalumi

(La scrittrice ha affrontato il tema della morte dei ragazzi, nel suo libro “Voce di lupo”).

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