Come si costruisce un videogioco? Lo spiega Samuele
La copertina del libro sui videp games presentato a Bologna

Come si costruisce un videogioco? Lo spiega Samuele

Samuele Perseo, di Desio, ospite della Fiera dei libri per ragazzi di Bologna racconta il suo lavoro di designer e producer di videogames

Creatori di videogiochi! Mmmm non sarebbe male. Prima però bisogna sapere tutto, ma proprio tutto sui videogiochi.

Alla “Fiera del libro per ragazzi”, (che si è aperta il 3 e ha chiuso il 6) alla fiera di Bologna, il digitale, con libri da cui spuntano animali che poi vanno a passeggio nell’ambiente, ha occupato un posto importante, insieme ai libri che parlano di eroi, di persone che vengono da Paesi lontani e a storie che promettono di mettere un sacco di paura!

Una proposta

La fiera internazionale si è occupata anche di digitale proprio perché il tema piace a bambini e ragazzi, ma anche l’Editoriale Scienza ha pronto un bel libro sul tema dei videogiochi.

Questa casa editrice a Bologna ha portato, tra gli altri, il libro “Video games”, scritto da Davide Morosinotto e da Samuele Perseo (illustrato da Marta Baroni, 96 pag., 11,90 euro) che, per lavoro, si occupa delle storie raccontate dai videogiochi, Samuele è infatti narrative designer e producer.

Samuele, com’è il lavoro nel mondo dei videogiochi?

È un lavoro vero, quindi da fare con tantissima passione e tantissimo impegno! In Italia i videogiochi si fanno da 30 anni. Sviluppare un gioco richiede anche curiosità di capire e capacità di lavorare in squadra con gli altri. Solo se lavori sodo, e bene, coi tuoi colleghi il gioco prende forma. So che ai bambini e ai ragazzi i i videogiochi interessano molto, così, grazie a un’idea di Davide Morosinotto, io e lui abbiamo scritto un libro che ne parla.

Ma cosa fai tu? Cos’è un narrative designer?

Io mi occupo della storia nel gioco, non da solo, perché con me possono lavorare anche autori tradizionali; io faccio in modo che la storia si leghi bene al gioco. In parte invento le storie lavorando con gli autori.

Nel libro, con Davide, cerchiamo di spiegare come sono fatti i videogiochi, come li si acquista, la differenza tra harware e software, come sono nati e si sono evoluti, come giochiamo oggi, perché alcuni giochi sono inizialmente gratuiti e poi hanno diversi modi di farsi pagare.

Cerchiamo di spiegare che i giochi sono frutto del lavoro di tante persone e per questo costano. Nel libro è descritto anche cosa fanno le persone che lavorano a un videogioco. Ci sono disegnatori, progettisti, chi fa immagini 2 o 3 D. Ci sono tante persone che fanno squadra.

Però i genitori spesso si lamentano perché i bambini giocano troppo...

Sì, lo sappiamo e infatti spieghiamo che è importante e bello scegliere i giochi insieme ai genitori, parlarne e capire bene insieme le loro qualità. Bisogna cercare di comprendere il più possibile di un gioco e dividere bene il proprio tempo dedicato al divertimento tra videogiochi, libri, e altri giochi. Si deve giocare in modo consapevole.

Se si volesse lavorare nel mondo dei videogiochi che studi sarebbe meglio seguire?

Per la parte artistica meglio studiare l’aspetto artistico, invece se si lavora da programmatori matematica e logica sono le basi e il liceo scientifico può servire.

L’importante però è avere tanta passione e lavorare sodo. Una buona cultura di base è importante, poi ci sono scuole e corsi da seguire anche dopo le superiori. n

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