Agrate Brianza, il cuore delle auto elettriche cinesi è targato St
Area St Agrate (Foto by archivio/Spinolo Massimo)

Agrate Brianza, il cuore delle auto elettriche cinesi è targato St

La tecnologia made in Brianza per aiutare la Cina a diventare leader mondiale del settore auto elettriche. Uscirà, infatti, dagli stabilimenti di Agrate Brianza della Stmicroelectronics il circuito elettrico che potenzierà le batterie delle macchine che verranno prodotte nel Paese asiatico.

La tecnologia made in Brianza per aiutare la Cina a diventare leader mondiale del settore auto elettriche. Uscirà, infatti, dagli stabilimenti di Agrate della Stmicroelectronics il circuito elettrico che potenzierà le batterie delle macchine che verranno prodotte nel Paese asiatico, preparando una rivoluzione nella mobilità del Dragone, tutta improntata a veicoli ecologici, risolvendo anche in parte i problemi di inquinamento che la tumultuosa crescita dell’economia cinesi e dei suoi consumi ha portato in questi anni .

L’intesa - C’è un futuro green, insomma, per il traffico cinese. E le basi di questo ambizioso progetto sono state poste proprio in Brianza grazie all’accordo tra la multinazionale italo francese di stanza a pochi chilometri da Monza e altre due società, la Imecas, di proprietà dello Stato cinese e che si occupa di ricerca e sviluppo nel campo della tecnologia smart, e la Epoch, una compagnia che opera sempre nel campo tecnologico e lavora in particolare sulle batterie per veicoli elettrici, sui sistemi di gestione della batteria e su soluzioni resistenti al fuoco. Il ruolo di Stm dovrà essere quello, appunto, di produrre un componente grande pochi millimetri per rendere più efficaci le batterie elettriche. Verrà sviluppato un controllore per batteria basato su un chipset (un insieme di circuiti) che impiega le più sosfisticate tecnologie di “potenza intelligente” e i controllori per applicazioni nell’automobile di St. Le potenzialità del mercato cinese in questo campo sono enormi: è già ora il più grande al mondo per i Nev, i New energy vehicles, che usano fonti energetiche alternative a quelle tradizionali. Solo nel 2016 ne sono stati venduti oltre 500mila. C’è un piano, tuttavia, per arrivare a due milioni nel 2020. Un obiettivo per raggiungere il quale occorre fornire una tecnologia sempre più affidabile e anche il più possibile alla portata di tutti in termini di prestazioni, qualità e affidabilità.

Caricamento veloce - L’intesa siglata dai cinesi con Stm, quindi, è strategica per realizzare questi obiettivi. Le batterie devono diventare più veloci da caricare e anche durare il più possibile e la tecnologia dello stabilimento brianzolo potrà contribuire proprio a questo. I tempi sono abbastanza ristretti: l’anno prossimo i primi campioni del circuito, alla fine del 2018 o al massimo all’inizio dell’anno successivo, la produzione vera e proprio su base industriale. «Tramite la cooperazione con Imecas ed Epoch, St è pronta a mettere a disposizione le proprie tecnologie, prodotti ed esperienza per favorire la transizione della Cina verso un’industria automobilistica più verde e sicura -dice Marco Monti, Executive Vice President e Direttore Generale, Automotive and Discrete Group di Stm- I nostri sono componenti chiave per tutte le principali applicazioni nell’automobile, specialmente per i veicoli che utilizzano nuove fonti energetiche, comprendono tecnologie di potenza, smart drivers, microcontrollori e soluzioni per la connettività e il controllo. Permetteranno a Imecas ed Epoch di rispondere agli ambiziosi obiettivi del programma China 2025 per l’industria dell’automobile».

Impresa leader - Quello dell’automotive, d’altra parte, è ormai diventato uno dei settori di maggiore applicazione dei circuiti per cui St è una delle aziende leader al mondo, sia in termini di auto ecologiche, quindi di innovazione dal punto di vista del contenimento dell’inquinamento, sia per quanto riguarda i dispositivi che tendono a garantire una guida sicura, a fornire al conducente sistemi di controllo sempre più raffinati, fino a permettere addirittura di pensare alla realizzazione di un’automobile che si guida da sola. Questa occasione non fa altro che confermare le potenzialità del settore.

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