Seregno, rapina con il sequestro di 12 persone: tre arresti dei carabinieri

Tre arresti per una rapina con sequestro di 12 persone in una cooperativa di Seregno: lunedì sono entrati in azione in tre, tra cui due fratelli domiciliati a Lissone, fuggiti con un bottino di 41mila euro. Le indagini dei carabinieri hanno risolto il caso rapidamente.
SEREGNO RAPINA ALLA ''CONGUSTO SOCIETA' COOPERATIVA'' DI VIA BEVERA
SEREGNO RAPINA ALLA ”CONGUSTO SOCIETA’ COOPERATIVA” DI VIA BEVERA Attilio Pozzi

Hanno tenuto sotto sequestro 12 persone per oltre 3 ore e poi sono scappati con un bottino di 41mila euro. Una rapina violenta e ricca che si è conclusa il giorno stesso con l’arresto degli autori. Si tratta di tre pluripregiudicati, fermati dai carabinieri della compagnia di Seregno al termine di una rapida ma intensa attività investigativa.

Il colpo è avvenuto lunedì 6 novembre negli uffici di una cooperativa di Seregno nel quartiere San Salvatore, dove quotidianamente entrano decine di commercianti per consegnare l’incasso della giornata. I tre banditi due fratelli originari di Foggia, ma di fatto domiciliati a Lissone, G. e L.Z.di 61 e 59 anni, e un complice del pescarese domiciliato a Cinisello, L. Q. di 58 anni, hanno agito molto presto.

Alle 8 del mattino passamontagna sul volto, pistole modello Beretta in pugno, che poi risulteranno essere giocattolo, fare deciso sono entrati all’interno dell’attività. Davanti a loro tre impiegate terrorizzate, costrette sotto la minaccia delle armi a restare in silenzio di fronte ai clienti che da quel momento in poi si sarebbero presentati al bancone. In totale hanno varcato la soglia in nove e tutti hanno subito il medesimo trattamento: «Dateci i soldi o vi ammazziamo».

Per evitare che potessero lanciare l’allarme, sono stati tutti legati mani e piedi e chiusi in un locale attiguo. Quando la banda ha ritenuto il bottino congruo, 41mila euro, ha rinchiuso anche le impiegate ed è fuggita. Verso le 11.30 uno dei commercianti sequestrati è riuscito a liberarsi, a sfondare una parete in carton gesso dell’ufficio e a lanciare l’allarme. Massiccio il dispiegamento di forze in campo.

Il lavoro dei carabinieri è stato su più fronti tra stazione locale e nucleo investigativo anche in collaborazione con i colleghi di Desio. Scaricando immediatamente le immagini del sistema di videosorveglianza dell’azienda e dell’attigua area industriale, i militari sono riusciti a risalire al mezzo usato per la fuga, un furgone Nissan Vanette rubato nei giorni precedenti a Milano. Seguendo le sue tracce in una corsa contro il tempo i carabinieri sono arrivati a un appartamento di Lissone. La banda si era da poco spartita il bottino. Di quei 41mila euro i tre componenti non potranno spendere nemmeno un centesimo. Arrestati per sequestro di persona, rapina a mano armata e ricettazione per il furto del furgone, ora si trovano in carcere a Monza.
Il loro sogno di una fuga in qualche isola tropicale è stato dissolto sul nascere dai carabinieri della compagnia di Seregno, che a poche ore dalla rapina li hanno individuati e tratti in arresto.