Monza, truffata donna di 85 anni: «Suo figlio ha fatto un incidente, paghi i danni»
Un controllo della Polizia, quando gli agenti sono arrivati in centro i truffatori avevano già fatto perdere le loro tracce

Monza, truffata donna di 85 anni: «Suo figlio ha fatto un incidente, paghi i danni»

Ennesima truffa ai danni degli anziani a Monza: stavolta la vittima è una donna di 85 anni che risiede in centro, contattata da un sedicente emissario del Tribunale di Milano che chiedeva il pagamento di 72mila euro di danni per un fantomatico incidente causato dal figlio della donna, accontentandosi poi di una cauzione fatta di oggetti di valore che l’anziana teneva in casa

«Suo figlio ha causato un incidente a Milano, deve pagare 72mila euro di danni». Con questa telefonata i truffatori sono riusciti a carpire la buona fede di un’anziana residente in centro a Monza, indotta alla fine a consegnare oggetti di valore come cauzione per un fantomatico risarcimento.

È successo nel pomeriggio di mercoledì, poco dopo le 15.30, quando la donna, 85 anni, si è vista raggiungere da una telefonata nella quale un uomo, presentandosi per contro del Tribunale di Milano, le riferiva che il figlio aveva causato un incidente stradale a Milano, che stava bene ed era con lui a Palazzo di Giustizia, ma che dovevano essere pagati danni per 72mila euro.

L’anziana, presa alla sprovvista, ha creduto al racconto del truffatore: siccome, però, la somma richiesta non era nella sua disponibilità, prometteva che il giorno dopo avrebbe dato mandato alla banca di emettere un assegno bancario. La donna è stata quindi convinta, in attesa del pagamento, a dare una cauzione con oggetti di valore che aveva in casa. «Tra poco passerà un’incaricata del Tribunale a ritirarla» hanno rincarato la dose i truffatori.

Per favorire l’arrivo della sedicente funzionaria giudiziaria ha riferito al telefono il numero da digitare sul citofono per contattarla e la scala del suo appartamento. L’incontro è avvenuto subito dopo, nel giro di dieci minuti. L’anziana è scesa a ricevere la truffatrice e, una volta in casa, le ha consegnato collane, anelli, orecchini in oro e anche due caffettiere in argento, stilando addirittura una specie di elenco di quanto consegnato e mettendo tutto in una busta della spesa.

Per essere ancora più convincenti i truffatori , nel frattempo, avevano telefonato una seconda volta presentandosi come poliziotti e suggerendo alla 85enne di fidarsi dell’incaricata, alla quale doveva consegnare gli oggetti, altrimenti il figlio non poteva essere rilasciato.

Scoperta la truffa la figlia della donna ha telefonato alla Polizia che si è recata subito sul posto ma non ha trovato traccia dei truffatori. La donna che si era presentata per prendere la fantomatica cauzione se l’era già data a gambe senza che nessuno potesse vederla.

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