Monza, due merli intrappolati a testa in giù lungo la ciclabile del Villoresi
I merli trovati lungo il Villoresi

Monza, due merli intrappolati a testa in giù lungo la ciclabile del Villoresi

Un atto di crudeltà, la stupidità di chi ancora è capace di maltrattare gli animali. O peggio di usarli per i propri scopi. Questa volta ad avere la peggio è stata una coppia di merli, che è stata ritrovata legata per le zampe e appesa a testa in giù ad un albero.

Un atto di crudeltà, la stupidità di chi ancora è capace di maltrattare gli animali. O peggio di usarli per i propri scopi. Questa volta ad avere la peggio è stata una coppia di merli, che è stata ritrovata legata per le zampe e appesa a testa in giù ad un albero. A darne notizia è l’Ente protezione animali.

Il fatto risale a domenica scorsa quando una coppia di cittadini, Lea e Stefano – questi i nomi – stava percorrendo la ciclabile sul Villoresi nella zona di via Cavallotti. Ad un certo punto i due si sono accorti di un groviglio di colore nero che pendeva da uno degli alberi che costeggiano il canale. Quando si sono avvicinati, la brutta sorpresa: erano infatti due giovani merli legati ad un ramo dell’albero appena fuori dal nido, entrambi a testa in giù.

Ovviamente la coppia si è data subito da fare per liberare gli animali. E’ stato però necessario del tempo, perché per recuperare i volatili c’è stato bisogno di recuperare una scala. Quando li hanno raggiunti, si sono accorti che i merli erano giovanissimi, immobili e respiravano oramai a fatica. In ogni caso, Lea e Stefano li hanno liberati, sciolti dalle loro catene e hanno cercato di alimentarli con un po’ di carne e dell’acqua fresca. L’intervento si è rivelato molto utile perché i piccoli si sono un po’ ripresi. Trasferiti poi al canile, però, per uno dei due la situazione si è di nuovo aggravata. Poco tempo dopo è spirato, mentre l’altro, ricoverato successivamente, si è ripreso e ora sta bene.

Naturalmente, non essendo stato colto sul fatto, il responsabile di questa assurdità non è noto. Non è escluso però – come purtroppo accade ancora nelle aree rurali – che questo episodio trovi la sua ragione nel tentativo di tenere lontani altri uccelli dalle coltivazioni utilizzando esemplari morti di consimili a mo’ di spaventapasseri.

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