L’editoriale del direttore Martino Cervo: “La guerra di SIAS e il ruolo di Regione”

Dopo il pressing di ACI, Andrea Dell’Orto è stato revocato dalla guida di SIAS e ora si sta insediando il nuovo cda (primo appuntamento il 9 maggio). Secondo il presidente dell’Automobil Club, Angelo Sticchi Damiani, l’assetto rinnovato «potrebbe essere un passo avanti» nella trattativa con Bernie Ecclestone.
L’ex presidente della Sias, Andrea Dell’Orto, con il presidente della Regione, Roberto Maroni
L’ex presidente della Sias, Andrea Dell’Orto, con il presidente della Regione, Roberto Maroni

Tanto tuonò che piovve. Dopo il pressing di ACI, Andrea Dell’Orto è stato revocato dalla guida di SIAS e ora si sta insediando il nuovo cda (primo appuntamento il 9 maggio). Secondo il presidente dell’Automobil Club, Angelo Sticchi Damiani, l’assetto rinnovato «potrebbe essere un passo avanti» nella trattativa con Bernie Ecclestone.

Ovviamente c’è da augurarsi che le cose vadano per il meglio: di certo chi riteneva che gli attuali vertici di SIAS fossero “il” problema, da mercoledì scorso ha l’onere della prova. C’è una traiettoria di incontri da seguire per decrittare l’immediato futuro e capire in anticipo che succede: Ecclestone è stato in Regione Lombardia da Maroni; ci sono voci insistenti di un vertice riservato a Roma tra lo stesso governatore e Sticchi Damiani, pochi giorni dopo. Su questo asse andrà giudicato anche il nuovo cda SIAS: da queste colonne il vicepresidente lombardo Fabrizio Sala aveva ribadito il ruolo della Regione. Questo ruolo cambierà in funzione della nuova squadra successiva al ribaltone? È a rischio?

La risposta deve venire dai numeri, non dalle parole: dato per (quasi) assodato il contributo di 12 milioni di dollari da parte di ACI, il resto va stabilito, e relativamente in fretta. Sarà di estremo interesse per il bene di tutti capire se e in che modo Maroni e i suoi si muoveranno. Il paradosso della Formula 1 è che oggi l’Italia non sembra in grado di salvarla senza capitali pubblici (Monza o Imola non fa differenza, da questo punto di vista), ma proprio questo espone a dinamiche politiche tutt’altro che lineari. L’ha mostrato la guerra di SIAS, e bisognerà vedere che succede adesso, su scala ancora maggiore. I giorni di passione non sono certo finiti con la revoca di Andrea Dell’Orto. Magari fosse così, verrebbe quasi da dire.