Le mafie al Nord: «Il cuore degli affari è a Monza e Brianza»

Lunedì a Seregno, mercoledì a Monza: è lo spettacolo teatrale antimafia “Dieci storie proprio così” in scena grazie al sostegno di Assolombarda nell’ambito del “Palcoscenico della legalità”. Intanto, i dati della ricerca “La criminalità organizzata di stampo mafioso nella provincia di Monza e Brianza”.
Assolombarda in prima linea per la cultura della legalità: presentata la ricerca sulle diramazioni
Assolombarda in prima linea per la cultura della legalità: presentata la ricerca sulle diramazioni

“Dieci storie proprio così”: la lotta alla criminalità organizzata si fa anche a teatro. Dopo i giorni milanesi, fino al 26 novembre al Teatro Studio, grazie al sostegno di Assolombarda lo spettacolo approda in Brianza. È scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, che ne cura anche la regia, e racconta le vittime innocenti della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di responsabilità individuali e collettive, di connivenze istituzionali e di taciti consensi.
Va in scena al Teatro San Rocco di Seregno (lunedì 27 novembre alle 20.30) e al Teatro Manzoni di Monza (mercoledì 29 novembre alle 10 per le scuole). Si tratta di un evento nell’ambito del progetto “Il palcoscenico della legalità” ed è stato anche l’occasione per presentare la ricerca “La criminalità organizzata di stampo mafioso nella provincia di Monza e Brianza”. Uno studio promosso con il sostegno di Assolombarda da CROSS-Osservatorio sulla Criminalità Organizzata e realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi, Corso di Sociologia della Criminalità organizzata di Nando Dalla Chiesa.


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L’evento è stato presentato la scorsa settimana a Milano, alla presenza tra gli altri di Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda agli Affari Istituzionali, organizzazione e legalità. Il quale ha commentato: «La mafia ha purtroppo ancora una sua allarmante attualità. Bisogna rafforzare l’impegno anche da parte di tutti gli attori sociali ed economici che hanno a cuore le libertà, il buon governo, la cultura del mercato e dell’impresa. È proprio questo il senso del lavoro che da anni vede Assolombarda in prima linea».

Anche Alessandro Enginoli, presidente della Piccola Industria di Assolombarda, ha ribadito come : «Purtroppo le cosche criminali sono stabilmente insediate e attive nel nostro territorio. Come Assolombarda consideriamo l’adozione di comportamenti coerenti da parte delle imprese e dei loro interlocutori una nostra responsabilità. Un impegno che stiamo portando ad esempio con il Difensore PMI, il Toolkit per la lotta alle infiltrazioni criminali nelle imprese e il progetto “Laboratorio della Legalità” nelle scuole».

Molto interessante (e inquietante) la ricerca di sessanta pagine che traccia una panoramica delle inchieste giudiziarie (ben 16, per Monza citata Briantenopea) inerenti le infiltrazioni mafiose in Brianza dagli anni Novanta a oggi. Un excursus che traccia la trasformazione di mafia e ’ndrangheta prima dedite ai sequestri (citati i cinque casi che hanno interessato Meda, Seregno e Giussano) fino a passare al meno rischioso e più remunerativo traffico di stupefacenti. Ma è interessante capire come le mafie abbiano avuto gioco facile a insediarsi nei piccoli comuni di provincia con deboli presidi delle forze dell’ordine e più facilità a inserire propri uomini nei consigli comunali e nelle amministrazioni pubbliche.

«La Brianza ha offerto il fianco alle organizzazioni mafiose – ha detto Dalla Chiesa – che giocano la loro partita al nord, ormai il cuore dei loro affari. Ebbene: la Brianza è il cuore del cuore. Dalla ricerca – ha detto – emerge una inconsapevolezza della società brianzola che solo con Crimine-Infinito del 2010 si è accorta della presenza delle mafie nel proprio territorio risalente in realtà a decenni prima». Ha anche ricordato «la facilità di cedere alle mafie», da parte delle imprese : «convinte di poter scendere a patti per ottenere appalti, favori e prestiti».