La nuova casa di riposo di Arcore: 120 posti letto, nucleo Alzheimer e mini alloggi protetti
Il campo davanti al PalaUnimec dove sorgerà la nuova struttura

La nuova casa di riposo di Arcore: 120 posti letto, nucleo Alzheimer e mini alloggi protetti

Ben 120 posti letto, un nucleo Alzheimer, mini alloggi protetti per anziani autosufficienti e anche un ambulatorio con prestazioni per gli ospiti e per il pubblico. Il progetto che la Borgo Lecco Iniziative ha protocollato a dicembre 2016 punta a realizzare in via Sant’Apollinare una casa di riposo di alto profilo.

Ben 120 posti letto, un nucleo Alzheimer, mini alloggi protetti per anziani autosufficienti e anche un ambulatorio con prestazioni per gli ospiti e per il pubblico. Il progetto che la Borgo Lecco Iniziative ha protocollato a dicembre 2016 punta a realizzare in via Sant’Apollinare una casa di riposo di alto profilo e di forte impatto: una sorta di villaggio a misura d’anziano. Proprio l’impatto è ora al centro delle valutazioni degli uffici comunali che devono accertare la compatibilità di una simile struttura con la zona e il quartiere. Lo ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Valentina Del Campo. «Per entrare nei dettagli è troppo presto - ha detto - si tratterebbe di una struttura formata da moduli di 20 posti letto ciascuno, ma le valutazioni sono ancora tutte da fare. Posso dire che il progetto è molto bello e molto ambizioso, ma ci serve tempo per considerare molteplici aspetti: la presenza di parcheggi, la viabilità della zona, l’impatto di una struttura così su un’area che ospita un palazzetto dello sport, diverse scuole, un centro anziani«.

Lo studio di cui si stanno occupando dirigenti e funzionari è dunque piuttosto complesso, ma il lato positivo è che l’area in questione, quella erbosa antistante il PalaUnimec, è già di proprietà dell’immobiliare che ha presentato il progetto e quindi, una volta ottenuto l’ok del Comune, i lavori possono partire senza gare d’appalto e altri passaggi tecnici. I tempi comunque sono ancora lontani dall’essere maturi.

Da un lato ci sono le esigenze di profitto degli imprenditori che, per rendere appetibile l’intervento, vogliono mantenere il numero di posti letto intorno alle 120 unità e corredare la Rsa con gli alloggi protetti e l’ambulatorio. Dall’altro lato ci sono le esigenze dell’ente pubblico. Non si tratta solo di parcheggi e viabilità, ma anche dell’equilibrio di un quartiere nel quale quell’area rappresentava un tassello significativo. Fermo restando che la proprietà è privata, è comprensibile la prudenza della giunta nel sostituire uno spazio aperto con una struttura articolata e urbanisticamente parecchio imponente.

È pur vero che la Rsa è un’ambizione che ha attraversato le amministrazioni comunali dell’ultimo ventennio, tra gare andate deserte e cambi di programma, senza che nessuno sia ancora riuscito a consegnare ai cittadini una risposta concreta. Per capire se il finale della storia questa volta sarà diverso occorre attendere le verifiche tecniche, sapendo che a carico degli uffici in questo periodo ci sono altri impegnativi dossier. Uno su tutti quello dell’area Falck.

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