«Io odio Napolitano»: un monzese di 24 anni denunciato per vilipendio

«Io odio Napolitano»: un monzese di 24 anni denunciato per vilipendio

Mercoledì 31 dicembre 2014 l’ultimo discorso da Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano. Amato? Odiato? C’è chi il suo dissenso rischia di pagarlo caro: è un monzese di 24 anni che ha partecipato alla pagina Facebook “Io odio Napolitano” ed è stato denunciato per vilipendio.

Quello di mercoledì 31 dicembre 2014 sarà l’ultimo discorso da Presidente della Repubblica. Ma c’è qualcuno in Brianza che proprio Napolitano non l’ha mai digerito e probabilmente se ne terrà alla larga. D’altra parte era tra i protagonisti di “Io odio Giorgio Napolitano”, senza tanti giri di parole, una pagina Facebook per esprimere dissenso nei confronti del Presidente della Repubblica (nella foto, a Monza nel 2013), costata cara a un monzese 24enne, denunciato con altre otto persone di vilipendio. È in attesa di giudizio, ma visto come è andata a Fabio F. un 33enne spezzino, siciliano d’origine, condannato nei giorni scorsi a 5 mesi e 10 giorni (pena sospesa) e al pagamento delle spese (già presentato ricorso), non sembra nutrire molte speranze sull’esito della vicenda.

I fatti contestati risalgono al 2009, ottobre, nei giorni immediatamente successivi a quella che le cronache ricordano come «la tragedia di Giampilieri e Scaletta Zanclea», i due comuni del Messinese colpiti da un nubifragio che provocò frane e valanghe di fango nei due paesi dove si contarono 18 morti e 35 dispersi oltre a 75 feriti e 400 sfollati. «Neanche ai funerali a Messina è venuto... Bastardo», avrebbe scritto Fabio F. riferendosi all’inquilino del Colle che non aveva partecipato ai funerali delle vittime.

Una tragedia annunciata quella di Messina, già sfiorata due anni prima, secondo l’allora capo della protezione civile Guido Bertolaso, che attaccò apertamente parlando di «un diffuso dissesto idrogeologico causato in gran parte da abusivismo». «Parole sacrosante» gli fece eco Napolitano, che aggiunse: «Piuttosto che in opere faraoniche si investa sulla sicurezza in questo Paese o si avranno altre sciagure». Il riferimento del Presidente era al ponte sullo Stretto, uno degli argomenti più dibattuti di quel periodo, in pieno governo Berlusconi.

Una presa di posizione che scatenò i commenti sulla pagina “anti-Napolitano”. Quello di Fabio F. diede il la a numerosi epiteti poco edificanti da parte di altri “naviganti”, tra i quali il 24enne monzese. «Vergogna d’Italia», «Comunista col pannolone», solo per citarne due. Giudizi e insulti finiti sotto la lente degli agenti della Polizia postale e delle comunicazioni che provvedettero a oscurare la pagina e ad avviare indagini, partite dal compartimento di Firenze e poi via via estese in tutta la penisola.

La Procura di Firenze - titolare dell’inchiesta - individuate le città di origine dei presunti responsabili delle frasi offensive, ne ordinò il sequestro dei computer. Che avvennero a La Spezia.Roma, Milano, Bologna, Bari, Napoli, Forlì, Treviso, Pesaro e Monza. Oltre al monzese e al 33enne spezzino, scattate le denunce per un 22enne di Pesaro, un 25enne di Napoli, un 21enne di Forlì, un 21enne di Bari, un 25enne e un 35enne di Roma e un 33enne di Desenzano del Garda.

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