Giallo del tallio di Nova Milanese: arrestato il nipote per triplice e tentato omicidio
Nova Milanese, vittime del tallio: Patrizia Del Zotto, Giovanni Battista Del Zotto, Gioia Pittana (Foto by Chiara Pederzoli)

Giallo del tallio di Nova Milanese: arrestato il nipote per triplice e tentato omicidio

LEGGI Il nipote - Avrebbe voluto «punire dei soggetti impuri». A due mesi dal primo caso di avvelenamento e delle prime morti, colpo di scena a Nova Milanese nel giallo del tallio: i carabinieri di Desio il 7 dicembre hanno arrestato Mattia Del Zotto, 27 anni, nipote delle vittime. È accusato di triplice omicidio e tentato omicidio

Colpo di scena a Nova Milanese nel giallo del tallio, a due mesi dal primo caso di avvelenamento e delle prime morti: in seguito alle indagini i carabinieri di Desio il 7 dicembre hanno arrestato Mattia Del Zotto, 27 anni. Sarebbe ritenuto responsabile dell’avvelenamento mortale della zia Patrizia Del Zotto, 65 anni, la prima vittima, e dei nonni Giovanni Battista Del Zotto e Gioia Pittana. In ospedale sono finite altre cinque persone della famiglia sempre per avvelenamento.

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Nei giorni scorsi tracce di tallio erano state trovate in una tisana senza marca a casa degli anziani suoceri del padre di Del Zotto, i suoi nonni materni ricoverati per ultimi nelle scorse settimane. Gli omicidi sarebbero stati premeditati.

È accusato di triplice omicidio e di tentato omicidio (nonni materni, marito della zia deceduta, altra zia e badante dei nonni paterni). Tutti avvelenati per l’ingestione di solfato di tallio.

Le indagini e la conferenza stampa – Del Zotto ha detto ai carabinieri di “aver voluto punire soggetti impuri” e di non voler collaborare con le istituzioni.

Il movente che lo avrebbe spinto a sterminare la sua famiglia, tranne i genitori, non è quindi ancora chiaro.

In conferenza stampa il capitano Mansueto Cosentino, comandante della Compagnia di Desio, ha spiegato che i carabinieri hanno «proceduto all’arresto per scongiurare altre possibili vittime».

In casa di Del Zotto a Nova Milanese sono state ritrovate cinque confezioni di solfato di tallio con le relative ricevute di acquisto. Le confezioni, per complessivi 60 grammi, sono state acquistate a Padova: gli investigatori hanno ricostruito il piano seguendo le tracce di un account di posta elettronica col nome falso di “Davide Galimberti” e i tabulati telefonici del suo cellulare.

Grazie a queste indagini è stata ricostruita la trattativa partita nel mese di giugno con una azienda chimica di Padova per l’acquisto del solfato di tallio.

(*notizia aggiornata alle 12.15)

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