Fuggì con la cassa di 21 condomìni di Monza e Brianza: Loris Canini condannato

Condanna a due anni e mezzo per Loris Canini, l’amministratore di condominio finito a giudizio per appropriazione indebita. Stabiliti anche risarcimenti per 400mila euro. La mappa dei condomini e la cronistoria.
Monza, il palazzo di viale Europa in passato sede dello studio di Loris Canini
Monza, il palazzo di viale Europa in passato sede dello studio di Loris Canini FABRIZIO RADAELLI

Condanna a due anni e mezzo per Loris Canini, l’amministratore di condominio finito a giudizio per appropriazione indebita. La sentenza è stata pronunciata mercoledì dal giudice Angela Colella, che ha stabilito,al termine del processo celebrato col rito abbreviato, risarcimenti (provvisionali e definitivi) per un totale di circa 400mila euro a carico del monzese 43enne che amministrava diversi stabili tra il capoluogo e la provincia brianzola.

All’uomo venivano contestati ammanchi per circa mezzo milione di euro complessivi. Il magistrato si è riservato il termine di 30 giorni per le motivazioni del provvedimento, dopodiché Canini potrà fare appello.


LA MAPPA Gli stabili amministrati da Loris Canini a Monza e in Brianza


La Storia

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Si chiude così il primo atto di una vicenda giudiziaria nata 4 anni fa, con il deposito delle prime denunce sui tavoli della procura di piazza Garibaldi. Il monzese Canini era stato al centro di un giallo estivo nel 2012, quando era letteralmente sparito dalla circolazione, lasciando alle porte i fornitori dei vari condomini amministrati dal suo studio che pretendevano il pagamento delle fatture arrestate. Alla fine sono state una decina le denunce confluite in un unico fascicolo processuale, per una somma che si aggirerà attorno al mezzo milione di euro circa di fondi sottratti. Una somma che l’imputato ha sempre ridimensionato nella sua entità. Anche l’ex socio, che con Canini condivideva lo studio a Monza, aveva detto di non saperne nulla, prendendo le distanze dall’attuale imputato. Loris Canini era ricomparso in circolazione ai primi di settembre dello stesso anno (il 2012), rilasciando delle dichiarazioni in esclusiva a “Il Cittadino”.

Canini aveva sostenuto di “non essere stato più capace di fare fronte al lavoro”, cercando però di “star dietro ai fornitori”, prelevando “dai vari conti”, fino al “crollo nervoso, dovuto al forte stress”. Uno stato d’ansia che sarebbe culminato addirittura in un “tentativo di suicidio e successivo ricovero (all’ospedale Niguarda ndr)”. Il 43enne Canini smentì anche la circostanza della fuga all’estero, dicendo di non essersi allontanato da casa dei genitori.

A voler sgombrare il campo dai pettegolezzi, aveva anche detto di aver trovato una nuova compagna, ma di non essere certo fuggito con lei in qualche paradiso dei mari del sud, come si vociferava all’epoca tra gli inquilini che si sentivano truffati. “Non mi sono arricchito da questa storia, anzi”, aveva dichiarato. Canini amministrava diversi condomini a Monza, e in vari comuni della Brianza.