A Ragusa pompieri volontari appiccavano roghi per denaro, la lettera dei colleghi: «Rammarico»
Un mezzo dei vigili del fuoco

A Ragusa pompieri volontari appiccavano roghi per denaro, la lettera dei colleghi: «Rammarico»

Una lettera per esprimere «grande rammarico». L’ha firmata il presidente dell’associazione Unione dei pompieri volontari dopo i fatti di Ragusa, dove la polizia ha scoperto 15 vigili del fuoco volontari che appiccavano incendi per guadagnare denaro.

«Grande rammarico». Inizia così la lunga lettera che il presidente dell’Unione dei pompieri volontari, Mauro Colombini, ha scritto all’indomani dell’operazione della polizia di Stato che ha permesso di scoprire che a Ragusa, a Santa Croce di Camerina per la precisione, 15 volontari dei vigili del fuoco sono stati denunciati: appiccavano un incendio e poi - dopo un veloce cambio di ‘casacca’ - accorrevano a spegnerlo, incassando l’indennità per le ore di intervento, 10 euro circa l’ora.


«Come associazione “Unione dei Pompieri Volontari”, in rappresentanza della componente volontaria del Corpo Nazionale, vogliamo esprimere con forza il nostro dissenso rispetto ad una condotta, quale quella ipotizzata dagli inquirenti, per noi ignobile, che non ci appartiene e che non rappresenta l’animo del volontario, cioè di colui che sceglie di donare il proprio tempo non per un compenso, bensì per passione, spirito di sacrificio, lealtà, umiltà e rispetto verso gli altri, all’unico scopo di rendersi utile sul territorio a favore della cittadinanza, per la salvaguardia di persone, beni pubblici, animali e tutela dell’ambiente. Chi sceglie il percorso di vigile del fuoco assegnato ad un distaccamento volontario, tradizionalmente non lo fa per un ritorno economico, bensì per dare il proprio contributo alla salvaguardia della sicurezza del territorio in cui vive, in cui lavora ed al quale è legato da senso di appartenenza. Se è vero che sull’intervento un vigile del fuoco volontario percepisce un’indennità, è parimenti vero che spesso tale “piccola risorsa” diventa fondamentale come “cassa comune” per il proprio Distaccamento, al fine di poter fare fronte alle piccole spese da sostenere per ogni turno di volontariato».

In Brianza i vigili del fuoco volontari sono una risorsa preziosa: ci sono caserme composte da volontari a Carate, Lissone, Vimercate, Lazzate, Bovisio Masciago e Seregno. «A tale riguardo - conclude il presidente Colombini -, infatti, è giusto ricordare come la vita nelle caserme volontarie del corpo nazionale - prima e dopo l’intervento di soccorso tecnico in senso stretto -, si regga sulla dedizione e sulle risorse, anche economiche, dei vigili volontari, che provvedono in proprio ad ogni esigenza organizzativa. Qualora la magistratura dovesse effettivamente accertare la fondatezza dei fatti addebitati agli indagati, vogliamo sottolineare a grande voce la nostra contrarietà all’accaduto, che di fatto snatura la vera essenza della figura del volontario dei vigili del fuoco, già presente sul territorio quale appartenente ai Corpi dei Civici Pompieri ancora prima della nascita del Corpo Nazionale, e che rappresenta ancora oggi una preziosa risorsa per la nostra società».

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