Descrizione: Quasi il cinquanta percento dei giovani, d’età tra i quattordici ed i diciannove anni, non sa più scrivere in corsivo. Si sviluppa su un dato reale la trama poliziesca di Vite Corsive, romanzo pubblicato dalla Ibiskos Editrice Risolo di Empoli, che si è già meritato l’epiteto di “giallo filografico” proprio da chi, Casa Bolaffi, il neologismo filografia lo ha coniato.
L’ipotesi del corsivo surclassato dall’era digitale, abbandonato dagli ordinamenti scolastici di un futuro non troppo lontano, obbligherà il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d’omicidio. Insolito a partire dall’arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano che l’antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla sarà un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo.
Un viaggio dalle rive scaligere dell’Adige sino alle sponde del Riò Paranà, un’indagine serrata alla ricerca di una verità nascosta. Storie d’emigrazione e di vita che scorrono sulle tracce del corsivo, il ductus della scrittura, senza il quale quei caratteri tanto cari alle passate generazioni rischieranno ben presto d’apparire come geroglifici incomprensibili.